L’ultima
edizione del programma tv “Zelig”, condotta su Italia 1 da
Claudio Bisio, ha consacrato definitivamente alcuni grandi
cabarettisti italiani, tra cui il brianzolo Alberto Patrucco,
monologhista riconoscibile per i testi comici di notevole spessore
qualitativo.
Patrucco,
infatti, si distingue dai suoi colleghi per un’accurata e
raffinata ricerca testuale, densa di humour e di trovate originali.
I suoi recital danno le stesse sensazioni di una voce familiare e
garbata che, durante una notte incantata, legge una favola dai
risvolti assolutamente imprevedibili ed esilaranti. L’artista si
rivela nel punto di incontro tra la poesia e la comicità, tra la
magìa e la realtà.
Alberto
Patrucco si è già esibito a Parma l’8 febbraio 1996, in una
delle innumerevoli puntate della fortunata rassegna «Casa Kessler»
del Dadaumpa. Fin dall’inizio, con le sue “Zoomate” ispirate
da satira e umorismo, ha messo a fuoco vari argomenti, la maggior
parte dei quali inerenti agli strani fenomeni di massa della nostra
società (dalla politica al Festival di Sanremo).
Ma
il cabarettista di Carate Brianza (Milano) piace anche per il
distaccato buonumore con cui racconta situazioni e descrive sia
personaggi di attualità che storici come Cristoforo Colombo. Le sue
frequenti battute scaturiscono dal finale inaspettato di un
ragionamento e diventano la sintesi del ragionamento stesso,
risultando tanto spiazzanti quanto divertenti.
Eccone
alcuni esempi: «In un governo di Berlusconi, Emilio Fede e Paolo
Liguori finirebbero agli Esteri perché non hanno problemi con le
lingue...»; «Pannella è un vecchio radicale catalitico con una
targa appesa al collo, però gira sia nei giorni pari che in quelli
dispari»; «Nel 1492, Cristoforo Colombo dopo due mesi ha
abbandonato gli studi di geografia ed è passato alla storia»; «Colombo
ha la fissa dell’India. Vuole andare in India, ma finisce in
America. Sarebbe come se Messner organizzasse una spedizione nel
Tibet e dopo due mesi si trovasse a una gita del Cai a Barberino del
Mugello».